Il Giovedì Santo

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Il Giovedì Santo di Caltanissetta rappresenta il momento più solenne e identitario della Settimana Santa, una tradizione che affonda le sue radici alla fine del XVIII secolo ed è divenuta nel tempo uno dei simboli più significativi della città.Le origini della processione sono legate alla congregazione di San Filippo Neri, che accompagnava la visita ai Sepolcri con gruppi statuari raffiguranti la Passione di Cristo. Dopo una prima interruzione, la tradizione fu ripresa nel 1840 grazie al farmacista Giuseppe Alesso, che realizzò nuove scene ispirate al racconto evangelico.Nel corso dell’Ottocento i gruppi aumentarono fino all’attuale configurazione, affidati alle corporazioni di arti e mestieri. Un momento decisivo per il rilancio della processione fu il 1881, dopo la tragedia della miniera di Gessolungo, che rafforzò il legame tra fede e comunità. Negli anni successivi, gli artisti Francesco e Vincenzo Biangardi realizzarono gran parte delle opere attuali.Oggi, i sedici “Misteri” sfilano per le vie del centro storico in una suggestiva processione, accompagnati da musiche solenni e da una partecipazione intensa. Un rito che unisce fede, arte e tradizione, rappresentando uno dei patrimoni più importanti della città.

I Misteri
Sedici gruppi sacri raccontano la Passione di Cristo attraverso scene scolpite con straordinaria maestria. Ogni vara rappresenta un momento del percorso verso il Calvario, dando vita a una narrazione intensa e coinvolgente.

Arte e Tradizione
Realizzati tra Ottocento e Novecento, i gruppi statuari sono veri capolavori artistici, frutto del lavoro di maestri come i fratelli Biangardi. Un patrimonio unico che unisce arte, fede e storia.

Il Dramma della Passione
La processione coinvolge l’intera città, dalle corporazioni artigiane alle famiglie custodi delle vare. È un momento di forte partecipazione collettiva che mantiene viva una tradizione tramandata da generazioni.